La tutela dello psicologo neuropsicologo per Altrapsicologia Lombardia

In previsione delle elezioni per il rinnovo del consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, la lista di candidati di Altrapsicologia Lombardia si sta occupando di riflettere sul lavoro dello psicologo nel campo della neuropsicologia, un settore professionale in crescita che richiama sempre più colleghi e che nel corso degli ultimi anni è stato protagonista di vivaci dibattiti sugli ambiti di pertinenza e la definizione dei ruoli professionali e dei percorsi formativi utili per praticare in tale contesto.

Il programma elettorale di Altrapsicologia Lombardia

Solo un paio di anni fa la nota docente dell’Università di Padova Sara Mondini – in questo articolo di Altrapsicologia – affermava che “anche se il numero è aumentato rispetto al passato, non vi sono ancora moltissimi neuropsicologi rispetto a quella che potrebbe essere la domanda di mercato”, a indicare l’aumento di interesse rispetto a questa branca di formazione – e contestualmente la necessità che si arrivi a definire quali psicologi possono offrire all’utenza adeguate prestazioni in ambito neuropsicologico – unitamente alla possibilità di aprire ulteriori contesti di intervento, agendo positivamente sul mercato del lavoro.

Al fine di chiarire quelle che sono le nostre speranze future in questo settore è utile prima ricordare lo stato dell’arte, andando a rispolverare il percorso intrapreso negli ultimi anni per sostenere quest’area professionale. Va inoltre ricordato che OPL – a partire dall’ex consigliatura a maggioranza Altrapsicologia – è stato uno dei primi ordini a occuparsi del neuropsicologo e a istituire Gruppi di Lavoro che hanno riunito consiglieri, illustri docenti e clinici di eccellenza.

In Italia esistono alcune scuole di specializzazione in neuropsicologia afferenti a quelle di Area Psicologica che, ai sensi del D.M. del 24 luglio 2006, consentono l’iscrizione all’elenco degli psicoterapeuti e la partecipazione a bandi di concorso pubblici per dirigenti psicologi. Questa scuola quinquennale (ndr. prossimamente quadriennale in base al D.M. 50 del 21/01/2019 che ne ha modificato la durata) rilascia il titolo di “specialista in neuropsicologia” ed è indubbiamente l’unico percorso formativo che permette di definirsi in tal modo. Nello stesso documento si descrive lo specialista in neuropsicologia come un professionista con competenze specifiche nel campo dei disordini cognitivi ed emotivo-motivazionali associati a lesioni o disfunzioni del sistema nervoso nelle varie epoche di vita con particolare riguardo alla diagnostica mediante test psicometrici, alla abilitazione e riabilitazione neuropsicologica, cognitiva e comportamentale. Deve saper identificare i deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali, valutarli utilizzando metodi qualitativi e quantitativi, organizzare i programmi di riabilitazione e abilitazione dei deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali per favorire il recupero del benessere psico-fisico e psico-sociale (…).

Nel decreto si legge che è compito dello psicologo svolgere le attività di valutazione e riabilitazione neuropsicologica, in accordo con l’articolo 1 della Legge n.56 del 1989 che include tra gli strumenti della nostra figura professionale proprio la diagnosi e l’abilitazione-riabilitazione.

Ipotizzare che guadagnarsi il titolo di specialista in neuropsicologia divenga l’unico percorso possibile per erogare atti che sono già riconosciuti per legge come strumenti dello psicologo, sarebbe infatti altamente discriminante nei confronti di quei colleghi che da anni si occupano di diagnosi e riabilitazione neuropsicologica, così come dei più giovani che con motivazione ed interesse stanno investendo nella loro formazione in neuropsicologia e che, anche per questioni numeriche, non possono usufruire dei pochi posti ad oggi messi a disposizione dalle scuole universitarie.

A questo problema OPL ha cercato di ovviare con la delibera n.385/13 del 07/11/2013Linee guida per la definizione dello Psicologo Neuropsicologopromossa dalla precedente consigliatura composta in maggioranza da Altrapsicologia. Il documento definisce una procedura che a tutt’oggi permette agli iscritti all’Ordine – in possesso dei requisiti richiesti – di promuoversi con la qualifica di “Neuropsicologo”, in coerenza deontologica e secondo un’identificazione pubblica precisa e definita. Tra i requisiti richiesti vi è un monte ore di pratica e formazione simile a quello previsto dalla scuola di specializzazione in neuropsicologia.

! Si badi che la delibera non intende equiparare la definizione di psicologo a quella di “specialista”, ma consentire agli iscritti che operano nell’ambito della neuropsicologia di essere riconosciuti dall’utenza come altamente competenti, sostenendo quindi esigenze di tutela e promozione.Sulla base di queste e altre riflessioni è stato aperto un Tavolo di Lavoro al CNOP, riunitosi due volte, l’11/07/2016 e il 15/07/2017, al termine del quale è stata proposta una “sanatoria” per fare in modo che la scuola di specializzazione riconoscesse l’equipollenza dei percorsi professionali degli psicologi di area neuropsicologica o la loro ammissione ad anni successivi al primo, sulla base della certificazione di un certo numero di ore di clinica e formazione; il MIUR però ha attualmente respinto la proposta a causa della sua incompatibilità con il D.L. 60/2006 che prevede che in fase di accesso alla scuola possano essere riconosciuti un massimo di 14 CFU.  urtroppo la sanatoria prevista dai Tavoli di Lavoro sarebbe stata possibile solo entro una finestra temporale molto limitata, con la conseguente esclusione di molti giovani colleghi che si stanno accostando al mondo della neuropsicologia!

Altrapsicologia Lombardia vuole invece rafforzare la consapevolezza che – in accordo con la legge Italiana – L’ESERCIZIO PROFESSIONALE IN AMBITO NEUROPSICOLOGICO POSSA ESSERE SVOLTO LEGITTIMAMENTE, TANTO DALLO SPECIALISTA, QUANTO DAL PROFESSIONISTA CHE PUR NON AVENDO CONSEGUITO IL SUDDETTO TITOLO POSSIEDE LE COMPETENZE DI CUI SOPRA, ciò in linea con l’articolo 5 del nostro Codice Deontologico che impone un adeguato livello di preparazione e aggiornamento nei settori in cui si opera. Tali competenze possono essere acquisite tramite documentata pratica clinica o formazione post lauream (ad esempio master, corsi di perfezionamento e corsi ECM).

SOLO IN LOMBARDIA lo psicologo con accurate competenze in neuropsicologia ha l’opportunità di promuoversi usando il titolo di “Neuropsicologo”. Infatti, nel frattempo il governo OPL è cambiato, sono passati sei anni, ma la delibera sulle linee guida per la promozione della figura dello psicologo neuropsicologo è rimasta un’esclusiva della Regione Lombardia, misconosciuta e rifiutata da diversi altri Ordini, certe volte per diversità di vedute, altre a causa di uno scarso approfondimento del tema.

! Tale frammentarietà non ha certo contribuito ad una maggiore definizione e riconoscimento della figura dello psicologo neuropsicologo in Italia. Complice di tale situazione ovviamente anche la suddetta proposta di sanatoria – avanzata, caldeggiata e finanziata dall’attuale consigliatura a maggioranza Professione Psicologo – la quale non ha fatto altro che fornire false informazioni e generare ulteriore confusione tra i colleghi.

Siamo ben consapevoli che la neuropsicologia sia una branca della psicologia che, come tutte, necessita di una formazione settoriale, ma che più di altre sta andando nella direzione di una sua individuazione e ciò indubbiamente per via della complessità degli ambiti in cui si esercita, delle competenze altamente specifiche che richiede e della doverosa interazione con altre figure sanitarie.

Per questo come Altrapsicologia Lombardia, in accordo con diversi punti del nostro programma elettorale intendiamo:

Rimettere la psicologia al centro della società, rinforzandola e caratterizzandola nelle sue specifiche competenze e nei diversi ambiti di applicazione, come appunto quello della neuropsicologia. Ci muoveremo perché le attività del neuropsicologo vengano considerate atti tipici ed esclusivi di ciascuno psicologo che sia in grado documentare un certo percorso teorico e pratico in ambito neuropsicologico, indipendentemente dalla scelta o meno di frequentare una scuola di specializzazione; inoltre, data l’alta specificità di competenze richieste dal tale lavoro, queste ultime vanno acquisite ed esperite entro contesti e strutture dei quali l’Ordine avrà il dovere di verificare adeguatezza e qualità.

Rafforzare gli obiettivi della delibera n.385/13 di OPL sulle “Linee guida per la definizione dello Psicologo Neuropsicologo”, meglio definendo le esperienze pratiche e le caratteristiche dei corsi di formazione che possono concorrere al raggiungimento del monte ore richiesto.

Proporre l’estensione dei criteri della suddetta delibera n.385/13 anche agli altri Ordini a seguito di un massivo lavoro di informazione dei consiglieri delle altre regioni riguardo alle peculiarità normative e professionali dell’ambito neuropsicologico. Ricordiamo infatti che Altrapsicologia è l’unica lista che storicamente vanta un allineamento nazionale ed è presente da molti anni su tutto il territorio italiano; in questo senso come Ordine della Lombardia avremo il compito di dialogare in maniera costruttiva con gli altri Ordini per favorire un allineamento nazionale rispetto a questo tema. È nostra intenzione dunque portare avanti i già presenti Gruppi di Lavoro regionali e nazionali sul tema della neuropsicologia, con l’obiettivo di raggiungere dei risultati quanto più omogenei sul territorio italiano.

Tutelare la figura dello psicologo neuropsicologo dall’esercizio abusivo di quelli che sono i suoi atti tipici e promuovendo una sua chiara distinzione rispetto ai colleghi che non possono documentare le proprie competenze in materia. Ciò deve essere fatto in primis a vantaggio dell’utenza, che ha il diritto di trovare professionisti con documentate abilità specifiche.

Meglio definire le aree di intervento dello psicologo neuropsicologo, soprattutto alla luce della Legge Lorenzin che ha reso lo psicologo una professione sanitaria sotto il Ministero della Salute e ha normato la nascita di nuovi ordini professionali. Si tratta dunque di un momento critico nel quale nuove figure stanno meglio definendo la propria organizzazione e modificando il proprio mansionario; per gli psicologi sarà importante presidiare la definizione di tali decreti attuativi per dialogare con le altre professioni sanitarie, tra cui in primis i medici, per una maggiore descrizione dei confini professionali e delle eventuali aree di sovrapposizione. In questo scenario sarà fondamentale coinvolgere le società scientifiche di neuropsicologia in Tavoli di Lavoro finalizzati alla stesura delle Linee Guida nazionali per le attività di valutazione e riabilitazione neuropsicologica, ciò in accordo con la legge Gelli che afferma la responsabilità penale e giuridica del professionista che opera al di fuori di tali indicazioni di lavoro.

Intervenire contro la bozza di decreto attualmente in via di definizione che sta definendo i “Percorsi appropriati nella rete di riabilitazione” proposto dal Ministero della Salute. Ci sorprende che tale proposta, tra l’altro già in fase di sperimentazione in Emilia Romagna secondo delibera n. 2274 del 27/12/2018, ammetta tra il personale riabilitativo unicamente medico, fisioterapista, logopedista e infermiere, dimenticandosi totalmente della figura dello psicologo.

Allo stesso modo sarà importante agire sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) pubblicati nel 2017 dal Consiglio dei Ministri in un decreto che non prevede che i servizi di ambito neuropsicologico possano essere erogati dallo psicologo. Al contrario, ci impegneremo perché psicologo e psicologo neuropsicologo divengano presenze fisse in tutti i contesti sanitari e riabilitativi in cui il nostro lavoro è ormai da ritenersi imprescindibile.

Ricordiamo tra l’altro che nell’ampia eterogeneità dei 9 candidati scelti per comporre la nostra lista vi sono due rappresentanti del sindacato degli psicologi AUPI, che sarà un supporto fondamentale nel trattare con le istituzioni relativamente ai diritti della nostra categoria e alle definizioni contrattuali.

Gli obiettivi che come Altrapsicologia Lombardia ci siamo prefissati per l’ambito neuropsicologico sono dunque pensati per TUTELARE GLI PSICOLOGI CHE POSSIEDONO UNA SPECIFICA FORMAZIONE ED ESPERIENZA NELL’AMBITO e allo stesso tempo SALVAGUARDARE L’UTENZA, la quale potrà finalmente orientarsi verso una gamma di figure con documentata esperienza clinica.

SABRINA VERZELETTI – psicologa dell’area neuropsicologica candidata Altrapsicologia Lombardia

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